martedì 24 febbraio 2015

Circuiti di rappresentazione

INTRODUZIONE
Se non vuoi di annoiarti con lo sviluppo dei concetti, puoi andare direttamente qui. Se invece sei curioso di sapere come ragiona chi sta scrivendo, non ti resta che seguire lo sviluppo. Ho diviso il post in paragrafi per venirti incontro, e ho inserito immagini per farti dare una sbirciatina ai design che sono negli store - d'altronde la personalizzazione è un argomento interessante e questo post è in parte, anche la presentazione di questo.


Pin up on Vintagepinupladyretro
Pinup on Vintagepinupladyretro

TI STRINGEREI LA MANO, MA STO SCRIVENDO
Quando dirigiamo una conversazione verso le potenzialità di un prodotto, entrano in gioco una serie di variabili che riguardano la nostra sensibilità sui contenuti e la nostra capacità di persuasione. Ciò che distingue l'anonimato sono il tono e le sfumature emotive che evochiamo - una partita che la scrittura si trova a giocare in modi completamente diversi. Non abbiamo un contatto diretto con il nostro interlocutore, per cui entriamo con sintesi al cuore del discorso per non annoiare chi legge e cerchiamo di essere graficamente accattivanti.
Stencil on Bananacyberclan
OBIETTIVI
Coinvolgere più sensazioni, fornire molte possibilità e far ricadere la scelta nella forbice di offerta. 

DOMANDE 
In questo contesto, la personalizzazione dei prodotti è un aspetto che, da una parte con le nuove tecniche di stampa ha abbattuto i costi di produzione e dall'altra, con l'innalzamento qualitativo dei motori grafici freeware, ha dato la possibilità di ottenere standard visuali di livello commerciale, anche ai non addetti ai lavori.  E' quindi cresciuta insieme alla tecnologia, la base illustrativa e personale su cui distinguersi, ma cos'è che ci fa scegliere un'illustrazione piuttosto che un'altra e che prodotti prediligiamo per l'acquisto ? 
Calavera on Skullcandycalavera

RISPOSTE
Gli indumenti sono la nostra pelle e gli accessori protesi del nostro ego. Pensate a quelle persone che si danno molto profumo, e alle donne che sbattono il tacco sul pavimento. Sono tutti sistemi per amplificare lo spazio che occupiamo e farsi notare. Probabilmente quando vaghiamo per scaffali non sappiamo nemmeno cosa troveremo, a volte ci soffermiamo su qualcosa che ci fa ridere, altre volte su qualcosa che ci rappresenta o addirittura entrambe le cose.

Nel circuito di rappresentazione e immagine sono presenti le anteprime di quello che si trova negli store veri e propri, gallerie di immagini applicabili a una moltitudine di prodotti. Attualmente sono presenti 5 store ognuno con un concept diverso, Vintage, Calavera, Lifestyle, Mythology, Hipster.
80s on Skullhipsterpunk
Buona visione... 

martedì 10 febbraio 2015

Itinerari e itineranti

Questo post introduce una visione diversa dello scambio e dell'offerta, la proposta e gli sconti che alcuni esercizi fanno per crearsi una rete solidale di acquisto, il chè può essere positivo sia per il compratore che per il venditore - il progetto si chiama tryboo! Se non hai bisogno di noiose introduzioni, puoi saltare direttamente al punto 3, se invece ti va di ascoltare il mio punto di vista sul bisogno di certe conclusioni, puoi continuare a leggere :D

1 Premesso che...ovvero unpo' di polemica non fa mai male

Siamo talmente assuefatti dalle grandi vetrine, dalle luci artificiali e dalle uniformi delle commesse, che una parte di noi ha pigramente deciso di varcare una porta scorrevole, piuttosto che girovagare per le vie del centro e lasciarsi scegliere dalle stoffe e dai profumi dei banchi itineranti. Forse adesso che è finito il boom delle nuove lottizzazioni, si fermerà l'esodo di finesettimana verso i centri commerciali. Chi lo sa? Forse costruire significa anche allontanare, disperdere. Si progettano blocchi residenziali di cemento su strade a traffico intenso, con ampi parcheggi vicini alle GDO - Ma perchè non esistono piazze in questi progetti ? La piazza è da sempre un luogo di incontro, di scambio sociale ed economico. Chi coraggiosamente non si è spostato dai centri storici, ha vissuto la crisi prima degli altri, chi non è sceso a compromessi e ha fatto un patto con il suo territorio, in molti casi è stato tradito proprio dai progetti del territorio.


2 E dato che...ma avrei potuto dire "sociopatico e narcisista"

Non ho mai amato i centri commerciali, la gente ti ruba lo spazio vitale e mentre cerca di perdere tempo peggiora anche il tuo - INSOPPORTABILE. Quando sei a passeggio in città, e ti addentri coraggiosamente nel suo centro, fai rivivere un progetto a misura d'uomo. Prendi un caffè e fai i complimenti al barista titolare perchè la grammatura era ottima, lui ti sorride - nel 2015 è veramente contento, non è finzione - poi te ne esci verso i camioncini apparecchiati ad arte dagli itineranti, ne senti uno urlare mentre decanta le sue tarocco, sembra un film. Non sei abituato all'assenza di marchio, chi sono questi che mi fanno l'offerta "tutto a 1 Euro" ? Poi cambi sistema, e vai a simpatia - lo sapete perché ? 

3 Mi sembrava opportuno dirvi che...e andate su tryboo che vi fanno lo sconto

Quando decidete di comprare ai banchi itineranti o in centro non avete intermediari, e potete scegliere a sguardo!

Dobbiamo educarci al commercio, dobbiamo spendere in modo intelligente, dare giro a chi tiene duro e incoraggiare le loro iniziative andando a spendere i nostri soldi su dei visi conosciuti. Tryboo promuove questo, il consumo consapevole, una vetrina di prodotti a marchio di faccia e non di fabbrica. Ho curiosato unpo' sulle pagine di Tryboo, qui c'è la loro parte di blog e qua la pagina facebook. Buona navigazione.

domenica 1 dicembre 2013

Risiko Romagna - "Te ad chi sit e fiol" edition



Ecco la versione romagnola del Risiko, Risiko Romagna. Sulla plancia di gioco le 3 province di Romagna, più i territori di Romagna sotto Bologna. La Romagna è stata divisa in 42 territori per attenersi alla versione classica del Risiko, per fare questo in alcuni casi sono stati uniti dei comuni, in altri invece i comuni sono stati divisi.
Risiko Romagna è caratterizzato sia da rimandi antichi che moderni che etnici. La speranza è che ci si incuriosisca e che col gioco si imparino a conoscere, differenze e tratti d'unione della nuova "Romandiola". Qualcuno ad esempio era a conoscenza delle Taverne di Cossuzio a Cesenatico ? E dei mutoidi a Santarcangelo ?




Ecco il jolly del gioco, il famoso passator cortese e un tris di quelli che valgono ! Gli originali cavallo, fante e cannone sono stati sostituiti relativamente da Caveja, Tralcio e Ceramica - 3 simboli etnici comuni a tutti i romagnoli. Anche gli obiettivi ovviamente sono diversi, e un'altra differenza sostanziale sono le pedine del gioco. Nel risiko classico ci sono i carrarmatini di plastica mentre nel Risiko Romagna, per ognuno dei 6 colori-giocatore, è stato associato un simbolo regional-popolare.



giovedì 19 settembre 2013

IO


Mi costrinse ad essere

ed io che non fui divenni
            dalle ceneri dell’ozio
un logos armonico
tessuto nel tumulto

il tempo schiarì
e l’istanza di forma
cusò l’inezia nel suo ventre
che  il silenzio esclamò
“la morte è ancora viva”



sabato 4 febbraio 2012

lunedì 20 giugno 2011

Risiko Romagna

Per gli appassionati del Risiko ;)



mercoledì 13 aprile 2011

Teorema di Pitagora - Inedita dimostrazione grafica

Non c'è molto da spiegare...questa è una mia personale dimostrazione del teorema di Pitagora, purtroppo è limitata per una certa categoria di terne pitagoriche, quella dei triangoli simili alla terna 3,4,5

giovedì 7 aprile 2011

Parole

l'ombra immateriale del profilo
si chiude tra le labbra
e ora pare ascoltare
che nello specchio del tempo
Il mio sentore, opaco e lento
ride

non mi toccare, dice
e mi proietta la sua voce,
un livido nell'aria immobile
pensami pensai

La notte sottile nei capelli,
trova un battito di sguardo
mi dedica questo fragile profumo

e parole




martedì 5 aprile 2011

CRITERIO UNICO DI DIVISIBILITA' OPERANTE SU TUTTE LE BASI

C'è una proprietà dei numeri teorizzata da Pascal che individua un criterio unico di divisibilità – fonte . Per questa proprietà dei numeri si possono ricavare degli indici coerenti di divisibilità o ICD, che divisi per il divisore preso in considerazione restituiscono lo stesso resto della divisione tra il numero originale e quel divisore. Di seguito una tabella, con i moduli per i quali ogni posizione del numero in esame va moltiplicata.


La somma di queste moltiplicazioni posizionali dà come risultato quell'indice coerente di divisibilità sopracitato. Nella tabella seguente viene verificato che i resti tra ICD e 7 siano uguali ai resti tra il numero originale e il divisore.



Lo stesso metodo, applicato per i numeri scritti in base 10, può essere utilizzato per qualsiasi altra base lasciando invariate le proprietà dell'IDC - Non so se Pascal si fosse fatto domande sulla funzionalità del suo criterio anche su altre basi, io ho sperimentato, visto che pubblicazioni in merito non ne ho trovate, e questi sono i risultati. ( Di seguito vengono considerati numeri in base 37 e 256 )






Si verifica sempre con lo stesso procedimento che un numero scritto in base 37 mantiene coerente l'indice di divisibilità.


Anche nel caso di numeri scritti in base 256 vengono riscontrate le stesse coerenze.


La 256 è la base con la quale vengono scritti i files, di conseguenza è ipotizzabile la scomposizione di un file in fattori primi. In fase di studio della stringa ( non più del numero ), vengono tabulati i resti per i fattori in esame. A quel punto si individua il resto più pesante ( quel resto che sommato alla stringa iniziale renda la stringa divisibile per il numero più alto possibile, coerentemente con i fattori studiati ).

domenica 13 dicembre 2009

Akua

L’ultima goccia di sangue
cade nella notte
silenziosa corre per il mare
del vecchio
folle
nella mente e nel corpo
cercando il sole
svanendo ombre
di buio dipinte
come una malattia del sonno
che tace nel rumore
del cielo profondo

Scritti numerici



UNO


L’orizzonte traccia il confine,

ma noi siamo orizzonte ed eterno,

come il fiume che carezza le sponde dell’evidenza,

il suo limite è l’inconsapevolezza,

ma tu sei insieme corso e orizzonte.



Lo sguardo cerca di incrociarne i ruoli

e solo in quel punto infinitesimo

puoi scorgerne l’essenza





DUE

La mancanza dei due,

del loro improvviso apparire,

trema l’affetto nell’intimo

e infranto dagli errori

ne scuote le simmetrie





TRE

C’è un ordine che vincola il caos

E un’illusione che libera geometrie danzanti



Arrestami per lo stesso ineffabile motivo

a cui tendo infinite volte

e per cui sono costretto e cedere

al volto di chi mi doma



L’estremo è un’unità

Il cui valore è dedicato alla follia

A mia madre

Non c'e' pensiero nei miei ricordi, nessun dolore nel mio passato, nessun peccato. Solo angosce e armonie di sensazioni perdute,

perche' sono una creatura dell'essere e questo profondo calore

scivola nella mia natura racchiudendomi in dimensioni che non stavo cercando.

Cosi' erro, perso nel tramonto, passando le giornate a crescere

e a conoscere la mia realta' :

tranquilla, gioiosamente noiosa, padrona di sensazioni stupende e vittima di ritmi cadenti.

C'e' comunque una cosa per cui vale restare:

sognare, poiche' meraviglioso cio' che si riesce a desiderare.

Eppure, la gabbia che mi culla in questo momento,

lascia le finzioni di cui mi cibo nel grembo.

NASCITA























MORTE

Sfioro il respiro d'una musika persa,

che ascolta il grido dell'unica notte

immersa

nel cielo dei miei stanchi silenzi,

pensieri sconvolti nella vita d'un buio tranquillo,

rassegnato fuggiasco del giorno.



Perche' sono l'oscurita'

e volero' tra mille terrori

scontrandomi alla fiamma assassina

che per anni

ha insidiato le mie tenebre,

ma io sono il buio

e qui nessun chiarore

potra' illuminare la mia quiete dell'essere

perche' questa

è la mia unica realta'.



Non ci sono immagini.

e ci sono io,

e io sono solo,

non piu' fiamme dalle quali scappare

ne' ombre da soccorrere

dal tocco d'una torcia sicaria,

non piu' niente

e niente piu' sensazioni,

solo un lento passaggio di tempo.



E io sono solo

e forse non riesco più a muovere le mie mani

perche' non c'e' posto

dove non sia io.

Sembra quasi,

di essere perso dentro me, o

forse non sembra neppure di essere.

sto solo per dormire

di una notte infinita.



Ma come potro' vivere

se gia' ora non mi par d'essere ?

Era quel dolce equilibrio

che ho distrutto in questa stanza

il padre della mia vita ?



E' il dolore che accarezza le nostre anime

la dimensione di danza tribale,

il movimento, il pianto,

la morte ?

Iomemì

“IO faccio così perchè MI danno retta e ascoltano ME”
Il povero Iomemì, tutto il giorno non faceva che pensare a quanto era bravo e ripeteva i suoi concetti di egoismo in solitudine.
Sì, perchè egli era solo anche quando aveva di fronte persone che gli chiedevano favori, infatti non ascoltava nessuno se non il suo benessere.
“Signor Iomemì, noi avremmo bisogno di acqua, non piove da settimane e non abbiamo più da bere”
e Iomemì rispondeva “A me non interessa, IO MI sono dissetato, l’acqua a ME non manca, se volete pagarMEla, ve la posso vendere IO al prezzo che MI pare”
e i contadini piuttosto che scendere a compromessi andavano al fiume che distava parecchi chilometri e riempivano enormi botti, che dovevano poi caricarsi in spalla.
dovete sapere che Iomemì, era l’esattore del villaggio di Agonia ( che fa rima con begonia e non con armonia ), e in realtà non era proprietario di nulla, ma si comportava come se lo fosse.
E ancora
“Signor Iomemì, avremmo bisogno di muli, per caricare l’acqua del fiume”
“Che fatica che dovete fare senza muli, ma IO sono qui che non faccio niente, non MI tocca più di tanto, a ME non serve portare animali in paese....con comodo senza fretta, potete continuare a caricarvi le botti piene d’acqua in spalla , al massimo farete un viaggio in più”
Il re era molto contento della gestione Iomemì perchè le spese erano calate, tanto che da esattore divenne vicario del regno !!!
“Visto come sono bravo, il re mi ha premiato, come sono intelligente”
Iomemì delirava, parlava da solo complimentandosi delle sue malefatte!!!!!!!
Un giorno però un contadino al ritorno dal fiume cadde con la botte in spalla, e si fece veramente molto male...
“E’ tutta colpa di Iomemì, la terra la lavoriamo noi, la frutta e la verdura crescono in gran misura, e non ci viene riconosciuto nulla, anzi, se non stiamo attenti, Iomemì dirà che dovremo pagare anche solo per rivolgerci a lui”
detto fatto.....Iomemì, era talmente vanitoso che volle impegnare in denaro i suoi consigli
“Da oggi ho deciso, che siccome le mie parole hanno un grande valore, per avere udienza dovrete pagare”
Gli abitanti del villaggio erano veramente stufi di Iomemì, al chè il contadino malconcio pensò di far pagare a Iomemì, tutto il disagio che stava recando a sè e ai suoi amici.
Tutto strancalato si diresse da Iomemì con una borsa vuota.E disse
“Signor Iomemì, oggi non ho soldi” e aprì la borsa completamente vuota
“E cosa volete da me, sapete che non ricevo visite senza ricevere soldi”
“Ho pensato che ora avete talmente tanti soldi da non farvene nulla, e che quindi per voi sarebbe stato meglio ricevere questi doni, che a confronto del denaro sono molto più preziosi”
“Ma quella borsa è vuota”
“E’ piena di cose che non si vedono”
“E cosa sarebbero queste cose”
“Allora, vediamo, qui in un angolo ho messo la compagnia dei miei amici contadini...ci sono anche due risate nel mezzo”
“E a ME ?”
Il contadino si avvicinò a Iomemì e lo grattò sotto le ascelle e Iomemì cominciò a ridere, ma a ridere che non ne poteva più
“AHAHHAHAH, basta, basta.....non respirò più!!!!!!”
“Com’è signor Iomemì ?”
“Bello grazie, ahah, mi sono divertito”
“Ecco vede, nella valigia non c’è una mano che la gratta, ma la compagnia dei miei amici che la possono far sorridere, se voi vi presentate con questa borsa, i contadini capiranno che siete loro amico e vi faranno compagnia”
“Oh bene, datemela subito allora”
“Non posso.....”
“Beh e perchè ?”
“I miei amici non ridono più, e anche io fatico ultimamente....le ultime risate sono quelle che le ho regalato pocanzi.Se ne volete ancora dovete venire con me”
Il contadino portò Iomemì al villaggio, in spalla, non è che si può pretendere un cambiamento troppo repentino da questo personaggio !!!!!!
Ma Iomemì vide solo facce tristi e cominciò a stufarsi.....
“Allora....queste risate ?”
“Ora vi spiego...dite loro che ci sono in arrivo Muli e Acqua per tutti i contadini del villaggio”
“Ma....non è vero”
“Provate”
Armato della solita faccia di bronzo Iomemì cominciò il suo discorsetto alla plebe...
“Popolo...per premiare i vostri sforzi, ho fatto arrivare Muli da soma e acqua potabile, per bere e per lavarsi”
I contadini cominciarono a gioire, e gli sguardi cupi della gente si trasformarono in sorrisi.
Lo strancalato si avvicinò all’orecchio di Iomemì e disse
“Solitamente vado con la mia valigia a raccogliere le risate, per quando sono triste, ma ora potete andare in mezzo ai contadini a raccogliere i sorrisi”
Iomemì, si infilò senza esitazione tra la folla e l’atmosfera lo rese felice tanto che cominciò a sorridere...poverino gli vennerò i crampi alla bocca, dovete sapere che non aveva mai riso così tanto, e così sentì un tuffo di libertà al cuore.
La sera tornò alla sua tana...e ritornò triste...
Passavano noiosamente i giorni e le cose non cambiavano, così Iomemì prese iniziativa e scese al villaggio...non l’avesse mai fatto...la folla inferocita lo inseguiva coi forconi
“Ci hai promesso l’acqua !!!!!!!” “Ci hai promesso gli animali per lavorare la terra”
Iomemì scappò a gambe levate da quel misto d’odio e violenza che stava per assalirlo.
“Devo fare qualcosa....altrimenti qua mi uccidono”

Iomemì dovette suo malgrado chiedere consiglio per riparare a quella situazione...proprio al contadino strancalato
“Ma come faccio adesso...i tuoi amici vogliono uccidermi !!!”
“Per forza, tu gli hai promesso l’acqua e non hai mantenuto!!!”
“Ma tu mi hai detto di farlo!!!”
“Sì...Iomemì...però...ci sarebbe una cosa da fare”
“E cosa....”
“Andate dal Re...e dite loro, che per convenienza vorreste far avere al villaggio degli animali per lavorare la terra e dei muli per caricare l’acqua. In questo modo avrete da spendere qualcosina subito, ma nel tempo vi frutteranno queste uscite”
“Si fiderà?”
“Dite lui che avrà grandi guadagni e si fiderà !!! Ciao Iomemì, e a presto !!!”

Iomemì non poteva far altro che seguire il consiglio del contadino strancalato, infatti dovete sapere che oltre ad essere un inguaribile egoista era anche parecchio ottuso e difficilmente aveva idee brillanti, capiva solo di rumori di stomaco e sbadigli...così si presentò al re e disse.
“Sua eminenza...pensavo....”
“Iomemì....pensavi ?”
“Si...insomma...ho visto che ultimamente il villaggio fatica a sostentarsi e ho pensato che le molte ore di lavoro dei contadini a raccogliere l’acqua dal fiume li privino della forza per lavorare la terra”
“E quindi Iomemì....”
“E quindi la zampadopera di mulo che potremmo prestare ai contadini si ripagherebbe in pochi giorni e voi ci guadagnereste insieme agli abitanti del villaggio”
“Affare fatto Iomemì...vada per i muli, ma glieli porterai tu....”

Che scena, Iomemì sul sentiero in capo a 12 somarelli...
“Guardate, un somaro in piedi che guida i suoi amici!!!, mettiti a gattoni, tanto mica imparano a camminare”
La gente rideva e prendeva in giro Iomemì, che era sporco come il bastone del pollaio, ma era felice soprattutto perchè finalmente avevano zampadopera in più !!!!!!!
Iomemì cominciava a sentirsi meglio...Alcuni lo invitavano a mangiare, altri anche solo per due chiacchiere e lui si fermava con tutti !!!! Era ubriaco di compagnia, risate e vino....
Stava proprio bene....
“Oggi IO ho raccolto tanta compagnia, MI hanno fatto tanto ridere, chissà se domani vorranno rivedere ME”
E così fu....
Ogni giorno il contadino strancalato si avvicinava a Iomemì con la sua borsa piena di cose fantastiche e Iomemì acconsentiva, e di lì a poco trovò anche il modo di contraccambiare.

“Strancalato, guardate qui dentro a questo orologio da taschino”
E nel dire ciò estrasse l’oggetto dalla sua tasca e lo aprì come per guardare l’ora e strancalato incuriosito lo interrogò.
“Ma di cosa si tratta Iomemì ?”
“Vedi qui dentro c’è tutto il tempo che ho perso a essere Iomemì....”
“l’orologio del tempo perso ?”
“Al contrario, è l’orologio del tempo trovato e del tempo fermo...fermo perchè vorrei sempre sentire quella fantastica sensazione che ho sentito quando i tuoi amici mi avevano accolto tra di loro, e il tempo trovato è quello che userò per fare in modo che ciò accada sempre più spesso”

Lussuria

E’ la lentezza del tempo che mi concentra sul tuo piacere, sui movimenti giusti, per arrestarmi quando il calore è ancora contenibile…bollente il respiro avido di me, anestetico dell’anima innalzata all’estasi. La scheggia vitale che sgorga con la sensuale prepotenza di un grido, è l’intimo me che divora la tua carne…

Elementale

Elementale come l'acqua

mi nuoci

e l'irresponsabile di tutto sono io

ma l'essere umano mi tradisce

e mi eccita

Tacere mi rende arido

squilibrato nel silenzio

e in preda alle vertigini

...Immobile...

Fino al tuo arrivo

le mie difese risultavano

gravi e impenetrabili

Ma ora solo nell'animo

tra il sangue e l'intenzione giaccio

innaturale quandunque io sia

e privo di comportamento

Questo è solo un altro me

e non può più importarti

perchè Io sono un domani lontano

e un presente ancora più indefinito

ma il passato

il passato è tutta un'altra cosa,

somiglia a un luogo familiare

dove ripercorrere con sicurezza

le superfici del tempo

e muoversi nelle medesime abitudini

Tutta la forza che hai

rimane per questi imprevisti

ma ora ?

Quali sono le tue forze ?

Non mi chiedo cosa pensassi quel giorno

mi chiedo piuttosto

la reazione al tuo pensiero

e perchè

pur pensando le stesse cose

ci si comporti in modo diverso

com'è possibile avere un animo identico

e delle intenzioni diverse ?

Lo trovi diabolico o elementale?

Inevitabile

l`inarrestabile violenza del compromesso,

l`affetto che rimanda parallelamente ad abitudini mai avute....

Nel tempo e nel suono, mescolare pelle con sentiero, e poi scavare, per arrivare a fondo nel cielo più agghiacciante,

il volto terribile della sete...

Mancami ancora, folle ritmica delle vene e rapisci il mio sguardo

fino a volerlo cambiare.

Colpiscimi forte e ripercuoti il tuo sorriso

nelle improvvise geometrie dell`infinito...

tutto in discesa...libero di volare...di schiantarsi nel vuoto,

perchè è nel vuoto...lei è nel vuoto...

La bellezza in uno scrigno di verità scolpite nell`ombra.

Eco

E’ possibile rimanere assorti nei luoghi profondi del destino,

nelle dinamiche superficiali della casualità,

oppure sforzare solo un piccolo cavillo

e uscire dalle sembianze del tempo.



Sono lontano col mio solito divagare,

ed esco dal corpo pensando di entrare altrove,

nelle forme che mi da il suo piacere,

similarmente diverso al mio,

per sua essenza volgare

ma di natura amorevole e calda.



Non farle prendere niente, faglielo rubare,

e fa che non mi manchi ciò che l’illusione ha portato con lei.



Si allunga e si inarca,

si stringe a tratti togliendosi il respiro,

e viene con me nell’intimo cuore dell’estasi...

Dormi..anima splendida posata sul volto,

ti guardo cercando in ogni respiro

e nel sotterraneo movimento delle palpebre

il significato di ciò che hai estorto.



Aspetterò che quasi tu sia sveglia per scappare

e volerò come un sogno

ritornando dentro me.



Dell'amore

Ci sono estranei il cui ego pare già conoscerti e di cui anche tu avevi sentore, ma te ne allontani per paura di perdere gli affetti, non curandoti del perchè ti ci sei avvicinato.Da una situazione di presenza massiccia si arriva a pochi attimi e questo scuote l’equilibrio.Molte esperienze comuni, confidate nel presente, ma sepolte nell’indifferenza del passato ritornano prepotentemente e pur parlando di persone diverse prima o poi le loro anime si incrociano.E questo è sicuramente più alto di un contatto fisico, quando però il gesto materiale sveglia l’anima allora due persone sono tutt’uno ed è amore.

Il dubbio di un incontro mancato logora e questo scuote l’equilibrio.

Il tempo da modo allo spirito di colmare il vuoto e l’importanza che rivesti tu nei miei confronti, chiunque tu sia, è in proporzione al mio lamento sotterraneo. Quando avrò comunicato al mondo il mio dolore allora sarò libero da te e dalla tua mancanza, purchè tu non abbia dubbio alcuno su ciò che mi lega a te, ma la tua completa inconsapevolezza scuote l’equilibrio.

Inerzia

Non discuto la sostanza, l’inerzia con la quale il tempo mi investe della sua prepotenza, ma dell’inutilità con cui troviamo motivi per risolvere i problemi. La forma che nasconde la bugia più grande è il fiume che mi travolge e che mi lascia uguale attimo dopo attimo. Sono la medesima massa inerziale che gioisce dopo aver incrociato uno sguardo e che non reagisce al calore di chi si avvicina. Vattene, non voglio più vederti....sei solo un guscio di reazioni insulse, scappa finchè sei in tempo, almeno ora che sto tentando di ragionare, lasciami solo. Sono solo, tu mi hai reso solo, la tua smania di conoscenza, le tue debolezze, i tuoi errori e la tua introversia sono solo...l’inizio

Sei il figlio segnato male sul calendario, sei una famiglia, sei la voce che nessuno vuole ascoltare, sei i soldi quando i soldi ci sono, sei quello che nelle foto importanti non c’è mai, sei l’uomo che lavora e che non si preoccupa di niente, sei quello che sta bene perchè non prende le medicine.Non discuto la sostanza, non voglio parlare della sostanza, vorrei solo che avesse senso svegliarsi la mattina.

Il mio piede sinistro

Nel mio mondo, appoggiare il piede alla mattina può essere particolarmente importante... nel mio mondo il dolore fisico fa male anche all’anima e i pensieri si susseguono privi del minimo senso critico...nel mio mondo la realtà diviene profumo...e il mio mondo profuma d’irreale...

Appoggio il piede dolorante sul tappeto, mi accorgo che mi fa troppo male, e il male mi sveglia. Sono mesi che dopo una storta mi fa ancora male, e devo far schioccare il mignolo prima di camminare, il rito è sempre lo stesso, apro gli occhi, accendo l’abatjour, appoggio il piede per terra e mi accorgo di non poterci camminare sopra, così ritiro nuovamente il piede e con due dita tiro il mignolino come faceva mia nonna quand’ero piccolo e quell’ossicino fa STOCK, un rumore sordo che mi da sollievo, ma che non mi ha privato della sensazione di dolore e di un conseguente mal di testa da stress fisico. Da piccolo mia nonna la odiavo quando faceva quella cosa, lei rideva mentre mi causava del dolore...cominciamo bene ho pensato...a tastoni guadagno la toilette in stato vegetativo e ogni passo mi innervosisce, è tardi...mi sono svegliato tardi...ma decido comunque di fare una doccia perchè sento che devo lavare via qualcosa, e poi in Ufficio non è bello sentire l’odore pregnante di sudore da sonno. I primi jeans che trovo e la felpa al contrario sul termo spento, sono vestito, la routine viene appesantita ulteriormente dal fatto che i jeans sono stretti, e insistono in modo continuo e fastidioso sul mio coglione sinistro, non so se è perchè sia più grande del destro, ma comunque è una rottura immane camminare su quel cazzo di piede offeso e sentirsi stringere le palle. Io questi jeans li brucio giuro e domani vado dall’ortopedico che è anche mio vicino di casa...perchè sono così inconcludente ? E’ il mio vicino di casa...cosa mi costa andarci ? E i Jeans ? Perchè diavolo continuo a metterli...Nel breve tragitto che dal portone arriva alla mia macchina penso di essere un inconcludente e conseguentemente sorrido. Solo uno squilibrato può pensare di essere un inconcludente in modo così convinto perchè la sua parte sinistra gli duole e penso anche che solo uno squilibrato può sorriderne.

Fuori il mondo è vivo anche se fa schifo, il cielo è grigio, il traffico alle 8.15 in circonvallazione è già troppo intenso, è tutto così irritante, anche il signore che non ti fa passare dall’incrocio pur dovendo stare in fila...che stronzo figlio di puttana, un giorno sogno di uscire dalla mia vettura e tirarlo fuori dal finestrino e punirlo pubblicamente così che la gente rispetti quella precedenza che ogni bravo automobilista dovrebbe dare a chi esce da un cazzo di incrocio in circonvallazione, è già tardi deficiente non posso aspettare che tu a passo di lumaca mi lasci il posto per passare. Quando arrivo nella zona artigianale dopo 1 semaforo, 1 stop e 3 rotonde gli operai sono ancora giù nel bar a chiacchieare...mi guardano, io sono in ritardo di 20 minuti buoni e ho ancora il segno del cuscino sulla faccia, uno di loro accenna il saluto e dopo poco vanno alle loro auto aziendali per cominciare il lavoro che con la dedizione e il sentimento di un automa gli preparo quotidianamente. Mentre sto per avvicinarmi a loro, il cuore mi pompa lo smaronamento di quel cattivo risveglio nelle vene e incrocio una ragazza estremamente simpatica, di cui ho buonissimi ricordi, e penso che non è proprio il caso di avere uno scambio sociale nello stato in cui ero. Lei mi sorride sinceramente, è come una boccata d’ossigeno e io faccio altrettanto, tentando di imbastire in modo non poco impacciato un saluto, la approccio, come si farebbe quando vuoi far capire che hai fretta ma non vuoi essere cafone.

Ciao...saranno cent’anni...le dico mentre lei sta infilando delle buste nella cassetta delle poste...fai mille risponde sempre sorridendo e mi bacia le guance rasate di due giorni. I soliti convenevoli, sono impacciato, parliamo di un amico comune per rimanere ad una distanza di sicurezza, io ho la voce cavernosa di chi ancora non ha parlato con nessuno e si è svegliato con una leggera raucedine. Ricordo che 10 anni fa avrei voluto sbatterla violentemente, ma sempre per il mio essere impacciato non lo feci, mi convinco di questo per non pensare che in realtà era lei a non darmi modo di avvicinarla così.

Il mio ego ha una medicina per qualsiasi tipo di rifiuto, penso di aver subito talmente tanti rifiuti e abbandoni che dovendo drogarmi di artifici mentali assurdi per discolparmi da tutto e non sentirmi causa di allontanamenti vari ho seriamente perso la reale dimensione delle situazioni e di ciò che sono. Quando sono lucido mi rendo conto di essere un asociale e questa asocialità mi ha portato a pensare che il mondo non sia alla mia altezza...15 minuti fa osservavo la mia inconcludenza e ora osservo la mia onnipotenza, il mio squilibrio comincia a preoccuparmi e la giornata è appena iniziata.Mi siedo alla scrivania, controllo le firme dei miei colleghi e noto che manca quella del più riottoso, le paghe sono in ritardo di un mese e lui si rifà con queste assenze improvvise, o semplicemente mi sono dimenticato che è in ferie, bah, il mio interesse per questa cosa è lo stesso che proverebbe un Bonobo per un nuovo spot della Saratoga. Constato con gioioso cinismo che questa mattina non c’è quell’esaurita della mia segretaria, in assoluto la persona più negativa che conosca. Penso che una persona che faccia uso di psicofarmaci come lei non possa stare vicino agli altri, perchè esaurisce anche loro, ma gli psichiatri giocano su questo, la lasciano a piede libero apposta quei bastardi, così che anche altri impazziscano e aumenti il consumo di sostanze psicotrope legali. In pratica il discorso è questo, lei si comporta sempre nel modo peggiore in base alla circostanza in cui è, si comporta cioè nel modo da arrecare il più grave danno a chi le sta intorno, perchè la sua vita è una corona tempestata di fallimenti, in campo amoroso e professionale e allora cerca di stabilizzare sul suo standard la vita di chi la avvicina o di chi le dà confidenza. Facendo così si crea una schiera di inimicizie incattivite che nel tempo sfociano in litigi anche da tribunale, e di conseguenza è costretta ad assumere psicofarmaci per riequilibrare i minerali che ha nel cervello ed avere una sorta di benessere chimico che le permetta di continuare a comportarsi malamente. Io dico...smettete di darle medicine e insegnatele a vivere altrimenti mettetela in malattia finchè non guarisce di testa, ma capisco che sarebbe un peso sociale, mentre alimentare la richiesta farmaceutica di certi prodotti non può che essere positivo per l’economia precaria in cui siamo.

Caffè ?...sì arrivo subito, chiudo la mia pagina di FB dove ho ricevuto le solite notifiche inutili, e capisco che pur avendo 160 amici ci si può sentire soli e decido che un caffè con un collega è molto più conviviale.

Ridiamo del fatto che non c’è la psicopatica e dopo avere assunto caffeina sono carico come una molla, speravo in una spirale ascendente emotiva e invece sono nel collo dell’imbuto, anzi...rivivo ancora più velocemente i pensieri: piede, jeans, inconcludenza, squilibrio e onnipotenza e scrivere non mi aiuta...stasera mi sbronzo sicuro perchè nel mio mondo, appoggiare il piede alla mattina può essere particolarmente importante... nel mio mondo il dolore fisico fa male anche all’anima e i pensieri si susseguono privi del minimo senso critico...nel mio mondo la realtà diviene profumo...e il mio mondo profuma d’irreale...così è nei fatti.