lunedì 20 giugno 2011
mercoledì 13 aprile 2011
Teorema di Pitagora - Inedita dimostrazione grafica
Non c'è molto da spiegare...questa è una mia personale dimostrazione del teorema di Pitagora, purtroppo è limitata per una certa categoria di terne pitagoriche, quella dei triangoli simili alla terna 3,4,5
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giovedì 7 aprile 2011
Parole
l'ombra immateriale del profilo
si chiude tra le labbra
e ora pare ascoltare
che nello specchio del tempo
Il mio sentore, opaco e lento
ride
non mi toccare, dice
e mi proietta la sua voce,
un livido nell'aria immobile
pensami pensai
La notte sottile nei capelli,
trova un battito di sguardo
mi dedica questo fragile profumo
e parole
martedì 5 aprile 2011
CRITERIO UNICO DI DIVISIBILITA' OPERANTE SU TUTTE LE BASI
C'è una proprietà dei numeri teorizzata da Pascal che individua un criterio unico di divisibilità – fonte . Per questa proprietà dei numeri si possono ricavare degli indici coerenti di divisibilità o ICD, che divisi per il divisore preso in considerazione restituiscono lo stesso resto della divisione tra il numero originale e quel divisore. Di seguito una tabella, con i moduli per i quali ogni posizione del numero in esame va moltiplicata.

La somma di queste moltiplicazioni posizionali dà come risultato quell'indice coerente di divisibilità sopracitato. Nella tabella seguente viene verificato che i resti tra ICD e 7 siano uguali ai resti tra il numero originale e il divisore.

Lo stesso metodo, applicato per i numeri scritti in base 10, può essere utilizzato per qualsiasi altra base lasciando invariate le proprietà dell'IDC - Non so se Pascal si fosse fatto domande sulla funzionalità del suo criterio anche su altre basi, io ho sperimentato, visto che pubblicazioni in merito non ne ho trovate, e questi sono i risultati. ( Di seguito vengono considerati numeri in base 37 e 256 )


Si verifica sempre con lo stesso procedimento che un numero scritto in base 37 mantiene coerente l'indice di divisibilità.

Anche nel caso di numeri scritti in base 256 vengono riscontrate le stesse coerenze.

La 256 è la base con la quale vengono scritti i files, di conseguenza è ipotizzabile la scomposizione di un file in fattori primi. In fase di studio della stringa ( non più del numero ), vengono tabulati i resti per i fattori in esame. A quel punto si individua il resto più pesante ( quel resto che sommato alla stringa iniziale renda la stringa divisibile per il numero più alto possibile, coerentemente con i fattori studiati ).

La somma di queste moltiplicazioni posizionali dà come risultato quell'indice coerente di divisibilità sopracitato. Nella tabella seguente viene verificato che i resti tra ICD e 7 siano uguali ai resti tra il numero originale e il divisore.

Lo stesso metodo, applicato per i numeri scritti in base 10, può essere utilizzato per qualsiasi altra base lasciando invariate le proprietà dell'IDC - Non so se Pascal si fosse fatto domande sulla funzionalità del suo criterio anche su altre basi, io ho sperimentato, visto che pubblicazioni in merito non ne ho trovate, e questi sono i risultati. ( Di seguito vengono considerati numeri in base 37 e 256 )


Si verifica sempre con lo stesso procedimento che un numero scritto in base 37 mantiene coerente l'indice di divisibilità.

Anche nel caso di numeri scritti in base 256 vengono riscontrate le stesse coerenze.

La 256 è la base con la quale vengono scritti i files, di conseguenza è ipotizzabile la scomposizione di un file in fattori primi. In fase di studio della stringa ( non più del numero ), vengono tabulati i resti per i fattori in esame. A quel punto si individua il resto più pesante ( quel resto che sommato alla stringa iniziale renda la stringa divisibile per il numero più alto possibile, coerentemente con i fattori studiati ).
domenica 13 dicembre 2009
Akua
L’ultima goccia di sangue
cade nella notte
silenziosa corre per il mare
del vecchio
folle
nella mente e nel corpo
cercando il sole
svanendo ombre
di buio dipinte
come una malattia del sonno
che tace nel rumore
del cielo profondo
cade nella notte
silenziosa corre per il mare
del vecchio
folle
nella mente e nel corpo
cercando il sole
svanendo ombre
di buio dipinte
come una malattia del sonno
che tace nel rumore
del cielo profondo
Scritti numerici
UNO
L’orizzonte traccia il confine,
ma noi siamo orizzonte ed eterno,
come il fiume che carezza le sponde dell’evidenza,
il suo limite è l’inconsapevolezza,
ma tu sei insieme corso e orizzonte.
Lo sguardo cerca di incrociarne i ruoli
e solo in quel punto infinitesimo
puoi scorgerne l’essenza
DUE
La mancanza dei due,
del loro improvviso apparire,
trema l’affetto nell’intimo
e infranto dagli errori
ne scuote le simmetrie
TRE
C’è un ordine che vincola il caos
E un’illusione che libera geometrie danzanti
Arrestami per lo stesso ineffabile motivo
a cui tendo infinite volte
e per cui sono costretto e cedere
al volto di chi mi doma
L’estremo è un’unità
Il cui valore è dedicato alla follia
A mia madre
perche' sono una creatura dell'essere e questo profondo calore
scivola nella mia natura racchiudendomi in dimensioni che non stavo cercando.
Cosi' erro, perso nel tramonto, passando le giornate a crescere
e a conoscere la mia realta' :
tranquilla, gioiosamente noiosa, padrona di sensazioni stupende e vittima di ritmi cadenti.
C'e' comunque una cosa per cui vale restare:
sognare, poiche' meraviglioso cio' che si riesce a desiderare.
Eppure, la gabbia che mi culla in questo momento,
lascia le finzioni di cui mi cibo nel grembo.
NASCITA
MORTE
Sfioro il respiro d'una musika persa,
che ascolta il grido dell'unica notte
immersa
nel cielo dei miei stanchi silenzi,
pensieri sconvolti nella vita d'un buio tranquillo,
rassegnato fuggiasco del giorno.
Perche' sono l'oscurita'
e volero' tra mille terrori
scontrandomi alla fiamma assassina
che per anni
ha insidiato le mie tenebre,
ma io sono il buio
e qui nessun chiarore
potra' illuminare la mia quiete dell'essere
perche' questa
è la mia unica realta'.
Non ci sono immagini.
e ci sono io,
e io sono solo,
non piu' fiamme dalle quali scappare
ne' ombre da soccorrere
dal tocco d'una torcia sicaria,
non piu' niente
e niente piu' sensazioni,
solo un lento passaggio di tempo.
E io sono solo
e forse non riesco più a muovere le mie mani
perche' non c'e' posto
dove non sia io.
Sembra quasi,
di essere perso dentro me, o
forse non sembra neppure di essere.
sto solo per dormire
di una notte infinita.
Ma come potro' vivere
se gia' ora non mi par d'essere ?
Era quel dolce equilibrio
che ho distrutto in questa stanza
il padre della mia vita ?
E' il dolore che accarezza le nostre anime
la dimensione di danza tribale,
il movimento, il pianto,
la morte ?
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